Il motore di Sanremo 2027 è già acceso e alla guida c’è un ambizioso Stefano De Martino. Tra le mille voci che circolano sui palinsesti e sui corridoi di Viale Mazzini, una sta catalizzando l’attenzione dei media: il grande ritorno dei Måneskin.
A lanciare la bomba è stato Fiorello, che ha raccontato di un incontro ravvicinato con Ethan e Thomas, ma a blindare il gossip ci ha pensato lo stesso De Martino durante la presentazione dei palinsesti Rai: «Non so se faranno la reunion, però mi hanno detto che hanno una riunione da fare a Sanremo…».
Il ritorno che tutti sapevamo sarebbe arrivato
Diciamoci la verità: la reunion dei Måneskin non lascerà nessuno a bocca aperta per lo stupore. Quando la band ha annunciato la pausa per permettere a Damiano David di lanciare la sua carriera solista e a Victoria De Angelis di girare il mondo in console, il copione era già scritto. Non c’è mai stato il dramma dei grandi addii della storia del pop; si è trattato piuttosto di una boccata d’aria strategica per far crescere i singoli componenti.
Il loro ritorno insieme era scontato fin dal primo giorno di “separazione”. Eppure, la prevedibilità non toglierà un briciolo di potenza all’evento. I Måneskin a Sanremo 2027 non faranno clamore per la sorpresa, ma faranno inevitabilmente tendenza, ridefinendo l’estetica della kermesse e catalizzando l’attenzione dei brand, della moda e della stampa internazionale. Sarà il perfetto cerchio che si chiude lì dove la loro ascesa globale ha avuto inizio nel 2021.
Il “Piano Segreto” di De Martino e l’incastro perfetto
C’è un motivo tecnico se questa reunion è molto più di una suggestione, ed è legato alla profonda ristrutturazione che De Martino sta imponendo al Festival. Il nuovo direttore artistico sta lavorando a un format più internazionale, riducendo il numero dei Big in gara e introducendo una clamorosa novità: la serata del venerdì interamente dedicata alle performance per l’Eurovision.
In questa nuova serata, gli artisti in gara non canteranno cover, ma metteranno in scena una vera e propria “gara nella gara”, presentando il proprio brano con la messa in scena, i costumi e le coreografie pensate per l’Europa, slegando di fatto la scelta del rappresentante italiano dalla vittoria finale del sabato.
Ed è qui che il cerchio si chiude. Chi meglio dei Måneskin – che l’Eurovision lo hanno vinto, travolgendo le regole del mercato globale – potrebbe fare da padrini e battezzare questa svolta internazionale del Festival? Ad agevolare le trattative c’è anche la presenza nel team artistico di Fabrizio Ferraguzzo, storico manager della band e figura chiave di questo nuovo corso sanremese.
Tra musica e “pulizia” dal gossip
Mentre i Måneskin si preparano a prendersi i riflettori della musica, De Martino sta applicando una linea rigorosa sul resto del cast. Ha blindato il palco dalle dinamiche del gossip privato (stroncando le voci su una co-conduzione di Belén Rodríguez) e sta concentrando gli sforzi sui grandi nomi della musica italiana. Tra i corteggiamenti più serrati spicca quello verso Emma Marrone (in gara o con un ruolo speciale) e l’invito permanente a Vasco Rossi, a cui il conduttore ha virtualmente consegnato le chiavi dell’Ariston.
Il Festival del 2027 si preannuncia insomma meno incline alle lungaggini e molto più focalizzato sullo show visivo e l’impatto discografico. I Måneskin non dovranno far altro che salire sul palco, attaccare gli amplificatori e ricordare a tutti perché, prevedibili o meno, restano il fenomeno trendsetter più importante dell’ultimo decennio italiano.