Giornate perse è il singolo di Marco Mengoni, pubblicato il 9 ottobre 2026 in radio e sulle piattaforme digitali per Epic Records Italy / Sony Music Italy.
Il brano apre il nuovo progetto discografico dell’artista ed è scritto da Marco Mengoni e Jacopo Ettorre, con musiche di Giovanni Pallotti, Vanegas ed Edwyn Roberts.
La produzione è firmata da Giovanni Pallotti e Marco Mengoni, con la co-produzione di Vanegas, e unisce strumenti suonati dal vivo a un suono pop contemporaneo.
Giornate perse accompagna inoltre la direzione musicale delle serate di “Allo Sbagliato”, il progetto dal vivo in programma a Milano dal 5 novembre al 19 dicembre 2026.
Ecco il video della canzone. Seguono il link per il download, il significato e lo spazio dedicato al testo.
🎶 ENJOY! 🎶
🎼 Scarica Giornate perse
in formato mp3 ► clicca qui
Significato
Giornate perse racconta quei momenti in cui il tempo sembra fermarsi mentre pensieri, ricordi e domande continuano ad affollare la mente.
Nel brano di Marco Mengoni, il silenzio non è soltanto assenza: diventa uno spazio interiore nel quale riconoscere le proprie fragilità, attraversare un periodo complesso e prepararsi al cambiamento.
La canzone mette al centro anche il bisogno di usare la propria voce con onestà, senza lasciarsi imporre dall’esterno ciò che è giusto dire, pensare o diventare.
La dimensione acustica e gli strumenti suonati dal vivo sostengono una scrittura intima che guarda alla tradizione cantautorale italiana e, in particolare, alla sensibilità di Lucio Dalla.
Giornate perse trasforma così l’attesa in consapevolezza: anche il tempo che sembra immobile può servire a ritrovare la propria direzione e il coraggio di parlare con una voce autentica.
Ascolta con Music Unlimited
Questo e Milioni di altri brani
Gratis per un mese
Disdici quando vuoi
► clicca qui
Testo
Giornate perse
Non ti rivedrò, ci sono troppi muri intorno
E se mi mancherai, non è quello che voglio
Sento i vetri in gola, spero cambi tutto, spero cambi
Ora, Marco, non pensare e fai silenzio in questa stanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente
C’è ancora troppo vuoto intorno a me
L’avresti detto mai (Che)
Che ci vuole coraggio a non avere coraggio
E ammetterlo a se stessi
Ogni mattina, nello specchio in bagno, ti sento ancora
Non so nemmeno con chi sto parlando, per quel che vale
Non so più se ci siamo visti ieri, non ricordo
Forse è passato quasi più di un anno
Ora, Marco, non pensare e fai silenzio in questa stanza
Non esisti per nessuno
Urli, ma non è abbastanza
Che non è niente, non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente
Non è successo niente
Che bello l’attimo in cui l’uragano smette
Da lontano sento solo i freni delle biciclette
Si calma il fiume di pensieri che fa debordare la volta celeste
I portaceneri di sigarette
Adesso fai un respiro e corri verso il mare
Copri la luna con la mente e fatti trasportare
Ora, Marco, non ti serve più il silenzio in quella stanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente
Se vuoi ottenere le suonerie di Marco Mengoni, scopri la guida
DISCLOSURE: Acquistando tramite il link di affiliazione Amazon, riceveremo una piccola percentuale come compenso che ci aiuta a mantenere attivo il sito e ad offrire contenuti sempre migliori per te. Grazie per il tuo supporto!