Futura è una canzone di Lucio Dalla pubblicata nel 1980 nell’album Dalla.
Una notte, due innamorati e il pensiero di una figlia diventano il centro di un racconto in cui la tenerezza convive con la paura del mondo. L’ispirazione nasce davanti al Muro di Berlino: una divisione concreta, capace di separare persone e destini, che nella canzone incontra il desiderio di immaginare una vita insieme.
La voce di Lucio Dalla accompagna questo movimento passando dall’intimità alla concitazione, fino a ritrovare un respiro più lento. Anche la musica sembra seguire i pensieri dei protagonisti: si allarga, prende slancio, poi torna vicina al battito del cuore. Futura conserva così la forza di una domanda che riguarda ogni generazione: come si continua ad amare quando il domani fa paura?
Qui trovi il video ufficiale di Futura di Lucio Dalla, lo spazio dedicato al download in mp3, il significato della canzone e il testo.
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Significato
In Futura, il futuro entra nella vita di due persone attraverso un gesto intimo: immaginare un figlio. Prima ancora di esistere, quella vita permette agli innamorati di guardare oltre la notte che stanno attraversando. Il nome scelto per una possibile bambina rende concreto ciò che altrimenti resterebbe una parola astratta. Il domani acquista un volto, delle mani, delle strade da percorrere. La speranza prende forma nel desiderio che qualcuno possa crescere con una libertà che ai genitori sembra ancora difficile raggiungere.
Il contesto del Muro di Berlino aiuta a comprendere la tensione del racconto. I riferimenti alle grandi potenze portano dentro la stanza il peso della storia, mentre i richiami alle mani, agli occhi e ai baci riportano l’attenzione sui corpi. Nella nostra lettura, questa alternanza è uno dei punti più intensi della canzone: il mondo può decidere confini e contrapposizioni, ma gli innamorati cercano uno spazio in cui riconoscersi e restare vicini. L’intimità diventa una risposta fragile, umana, alla distanza imposta dall’esterno.
Le immagini del vetro e del presepio che si disfa suggeriscono un ordine precario. Ciò che dovrebbe proteggere può rompersi; ciò che sembrava familiare perde consistenza. Anche la salita verso le nuvole e la luna attraversa questa inquietudine. Si può leggere come il tentativo di sottrarsi per un momento alla minaccia, cercando un luogo più alto e libero. Eppure il viaggio incontra ancora il freddo e il ferro: la paura continua a raggiungere i protagonisti, persino dentro il loro slancio.
Nel finale, Lucio Dalla riporta tutto alla prossimità. Il ritmo emotivo rallenta, il cuore dell’altra persona torna percepibile e l’attesa della luce diventa qualcosa da condividere. È qui che Futura trova la sua speranza più credibile: due persone rimangono insieme dentro l’incertezza e provano a dare fiducia al giorno che verrà. La figlia immaginata custodisce questa possibilità, il desiderio che la vita possa continuare e trovare strade ancora sconosciute.
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Testo
Futura
Chissà, chissà domani
Su che cosa metteremo le mani
Se si potrà contare ancora le onde del mare
E alzare la testa
Non esser così seria, rimani
I russi, i russi, gli americani
No lacrime, non fermarti fino a domani
Sarà stato forse il tuono
Non mi meraviglio
È una notte di fuoco
Dove sono le tue mani
Nascerà e non avrà paura nostro figlio
E chissà come sarà lui domani
Su quali strade camminerà
Cosa avrà nelle sue mani, le sue mani
Si muoverà e potrà volare
Nuoterà su una stella
Come sei bella
E se è una femmina si chiamerà Futura
Il suo nome, detto questa notte, mette già paura
Sarà diversa, bella come una stella, sarai tu in miniatura
Ma non fermarti, voglio ancora baciarti
Chiudi i tuoi occhi, non voltarti indietro
Qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
E sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio
Di più, muoviti più in fretta, di più, benedetta
Più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
Che si arriva alla luna, sì, la luna
Ma non è bella come te questa luna
È una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
Guida tu che sono stanco, più su
In mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
Son sicuro che c’è il sole
Ma che sole, è un cappello di ghiaccio
Questo sole è una catena di ferro senza amore
Amore
Amore
Amore
Lento, lento, adesso batte più lento
Ciao, come stai? Il tuo cuore lo sento
I tuoi occhi così belli non li ho visti mai
Ma adesso non voltarti, voglio ancora guardarti
Non girare la testa, dove sono le tue mani
Aspettiamo che ritorni la luce
Di sentire una voce
Aspettiamo, senza avere paura, domani…
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