Amici 26 ha presentato ufficialmente i tre vocal coach che lavoreranno sulla voce dei giovani cantanti: Lalla Francia, Caterina Magliozzi e Lorenzo Ricci. In un video diffuso sui canali social del programma il 16 ottobre, i tre professionisti hanno raccontato che cosa significhi insegnare a cantare, andando oltre le note giuste e la tecnica. È una notizia apparentemente piccola, ma tocca una questione decisiva per il talent di Maria De Filippi: chi aiuterà davvero i ragazzi a trasformare una bella voce in un’identità artistica?
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Chi sono i tre vocal coach di Amici 26
Lalla Francia porta nella scuola un patrimonio di esperienza difficile da condensare in un curriculum. Nata a Terni nel 1955, ha attraversato decenni di musica italiana come corista, lavorando in incisioni legate a nomi come Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia, Jovanotti e Renato Zero. Ha partecipato anche al mondo delle sigle e del doppiaggio musicale, prestando la voce a una delle muse di Hercules. Nel video racconta di aver scelto l’insegnamento per trasmettere ciò che ha imparato sul campo: non soltanto tecnica, ma cultura musicale, ascolto, disciplina e passione.
Caterina Magliozzi arriva da un percorso di studio tra canto pop e jazz al Conservatorio Licinio Refice, affiancato da esperienze nella scrittura e nella musica per immagini. Il suo modo di descrivere il ruolo di vocal coach è particolarmente interessante: un insegnante può diventare uno specchio, aiutando l’allievo a riconoscere potenzialità e limiti che da solo non riesce ancora a vedere. Per lei il traguardo è liberare la voce, non ingabbiarla in una formula.
Lorenzo Ricci, conosciuto online anche come Ren, è cantante e vocal coach, attivo nella divulgazione musicale sui social. Insiste sulla differenza tra un problema tecnico e una voce che trema per l’emozione. È una distinzione importante: chi canta davanti a milioni di telespettatori non è una macchina, e talvolta un’imperfezione racconta più di un’esecuzione impeccabile.
I responsabili artistici sono cambiati: cambierà anche la musica?
Quest’anno Amici ha sostituito la tradizionale definizione di professori con quella di responsabili artistici. Nel canto siedono Rudy Zerbi, Amadeus e Samurai Jay; per il ballo ci sono Alessandra Celentano, Lorella Cuccarini e Ambra Angiolini. La ventiseiesima edizione ha introdotto anche un percorso sportivo parallelo, con judo e pugilato. Sono novità reali nell’organizzazione, ma resta aperta la domanda più importante: basteranno a cambiare ciò che ascolteremo?
Nella prima puntata abbiamo conosciuto aspiranti allievi come Kashmere, che ha raccolto tre sì con un’impronta funky, e Saitta, capace di incuriosire con un inedito che intreccia tradizione e suoni contemporanei. Si è fatta notare anche Shari, che aveva già alle spalle l’esperienza di Sanremo 2023. Le premesse ci sono, ma una buona audizione non è ancora una canzone che resterà nel tempo.
Meno meccanismi, più artisti riconoscibili
Amici ha una storia importante e ha contribuito a far conoscere al grande pubblico voci come Annalisa, Alessandra Amoroso ed Emma. Proprio per questo ci aspettiamo molto. Negli ultimi anni, però, ci è capitato di avere l’impressione che il programma si affidasse troppo alle dinamiche televisive e troppo poco alla scoperta di cantanti capaci di distinguersi davvero. È una valutazione editoriale, non un giudizio sul valore personale dei ragazzi.
Il confronto con X Factor è inevitabile, soprattutto in una stagione in cui il talent di Sky ha presentato diversi interpreti interessanti. Non possiamo dire che i talenti migliori scelgano uno show anziché l’altro senza dati a sostegno; possiamo però chiederci quale dei due programmi riuscirà a farli crescere meglio. Sul ballo, Amici continua a offrire uno spazio televisivo prezioso e difficilmente sostituibile. Sul canto, invece, ci aspettiamo qualcosa in più: voci riconoscibili, personalità e soprattutto brani che non sembrino intercambiabili.
È qui che i tre vocal coach possono fare la differenza. Se Lalla Francia trasmetterà ai ragazzi il valore dell’esperienza e dell’ascolto, se Caterina Magliozzi li aiuterà a liberare la voce e se Lorenzo Ricci saprà proteggerne l’emozione senza sacrificare la tecnica, forse il cambiamento più interessante avverrà lontano dalle telecamere. Il vero risultato non sarà un acuto perfetto alla prossima puntata, ma un cantante che, tra qualche anno, sapremo riconoscere dopo poche note.
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