Le Last Call di X Factor 2026 hanno scelto i dodici concorrenti dei Live, ma il risultato non è stato soltanto una lista di nomi. Ci sono state standing ovation, cambi di sedia dolorosi e perfino un giudice che ha rinunciato alla propria X Pass. Le quattro squadre sono ufficiali e dal 22 ottobre comincerà la sfida in diretta su Sky e NOW. Noi abbiamo seguito le scelte con un’impressione precisa: Gabbani sembra avere la squadra più completa. Ma è un pronostico, non una certezza: alcune decisioni meritano di essere raccontate prima ancora di giudicarle.
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Gabbani sceglie Alice, Scraffs e Giacomo Calò: il sacrificio di Teo Bok
La squadra di Francesco Gabbani è composta da Alice Fregoso, Scraffs e Giacomo Calò. Alice, diciottenne genovese che suona più strumenti, ha portato alle Last Call Space Oddity di David Bowie. Gli Scraffs hanno acceso il palco con Lonely Boy dei Black Keys, conquistando la sedia a scapito dei Neyja. L’X Pass Giacomo Calò ha interpretato Wish You the Best di Lewis Capaldi e ha commosso il giudice: per farlo sedere, Gabbani ha eliminato Teo Bok.
È proprio quest’ultima scelta a far discutere. Bok era già molto seguito sui social e il suo percorso sembrava avere una spinta importante. Ma il numero di follower non può essere il metro unico del talento. Gabbani ha preferito una voce che lo ha emozionato in quel momento, accettando di perdere un concorrente popolare. La nostra impressione resta che questa sia la squadra più forte e completa: un’interprete, una band e una voce intensa, con tre possibilità musicali diverse. Sarà interessante capire se sapranno conservare questa identità anche nei Live.
Jake La Furia: Alex, Veronica e Alìa, tre scommesse da verificare
Jake La Furia porta ai Live Alex Fontana, Veronica Bruganelli e Alìa (Martina Cerutti). Alex, artista di Secondigliano appassionato di rock, ha cantato Last Nite degli Strokes ed è passato dopo uno switch con Nicola Trois. Veronica ha proposto L’amore esiste di Francesca Michielin, ottenendo una standing ovation e la sedia al posto di Rakatoouum. Alìa, già titolare dell’X Pass di Jake, ha cantato River di Bishop Briggs, sostituendo Clarice.
Il percorso di Alìa è particolarmente curioso: Jake l’aveva scelta ai Bootcamp anticipando Irama, che avrebbe voluto puntare su di lei. Qui il nostro giudizio è meno netto che su Gabbani. Jake ha costruito una squadra di scommesse: Alex porta un rock riconoscibile, Veronica una vocalità potente, Alìa una presenza scenica che sembra già consapevole. Ma quanto diventeranno artisti capaci di distinguersi, oltre alla singola performance? È la domanda che ci porteremo ai Live.
Paola Iezzi: Manù, Mad Dog e Camilla Guerini, equilibrio senza una favorita evidente
La squadra di Paola Iezzi comprende Manù (Manuel Gargano), Mad Dog e Camilla Guerini. Manù ha cantato Devastante di Juli e Olly, ricevendo una standing ovation; Paola gli ha persino chiesto di provare un passaggio di Don’t Look Back in Anger degli Oasis prima di confermarlo. I Mad Dog hanno portato Somebody Told Me dei Killers, facendo uscire Angelo DT1. Camilla, con l’X Pass, ha interpretato Where Is My Husband! di Raye e ha preso il posto di Timothée Bonnardel, un’esclusione che ha sorpreso diversi osservatori.
Quella di Paola ci sembra la squadra più equilibrata, ma oggi non vediamo ancora un concorrente che ci abbia conquistato al punto da indicarlo come favorito. Camilla ha mostrato versatilità e Manù sa coinvolgere, mentre i Mad Dog portano una dimensione di gruppo che può fare bene al programma. Non basta però essere tutti bravi: nei Live qualcuno dovrà trovare una voce davvero personale. Il rischio è avere tre percorsi solidi senza una scintilla che li renda indimenticabili.
Irama rinuncia a Kora: ai Live Lenanie, Le Distanze e Patrizia Napolano
La formazione di Irama è forse quella che ha riservato la sorpresa più significativa: ai Live andranno Lenanie (Danny Anania), Le Distanze e Patrizia Napolano, mentre Kora, la sua X Pass dei Bootcamp, non è stata confermata. Lenanie ha interpretato Cambia un uomo di Marco Mengoni, convincendo Irama a effettuare uno switch con Sofia Sole. Le Distanze hanno scelto Somewhere Only We Know dei Keane, superando i Rawstrings. Patrizia, di Giugliano, ha ottenuto una standing ovation con You Make Me Feel di Aretha Franklin, prendendo il posto di Elia Ballancin.
Qui il nostro punto di vista è più critico: la squadra di Irama ci sembra, per ora, la meno convincente nel suo insieme. Non perché manchino le belle voci: Patrizia, per esempio, ha dimostrato carattere. Ma tra le tre proposte non avvertiamo ancora una direzione artistica altrettanto nitida rispetto alle altre squadre. È possibile che Irama abbia intuito potenzialità che emergeranno soltanto con le assegnazioni giuste. E, in fondo, sarebbe bello essere smentiti: le sorprese sono la ragione per cui continuiamo a guardare un talent.
La sorpresa finale di Giorgia: due X Pass e un ripescaggio deciso dal pubblico
Quando sembrava tutto concluso, Giorgia ha annunciato di avere due X Pass a disposizione. Al primo Live saranno presentati due concorrenti esclusi dalle selezioni e il pubblico da casa deciderà chi potrà rientrare in gara. Al momento dell’annuncio non erano stati comunicati i due nomi: indicare Bok, Timothée o altri come ripescati certi sarebbe scorretto. È però una novità capace di rimettere in discussione gli equilibri appena costruiti.
Il nostro pronostico: Gabbani davanti, ma la vera prova comincia adesso
Dopo le Last Call, la nostra lettura è chiara: Gabbani ha la squadra più completa, Paola Iezzi quella più equilibrata, Jake La Furia quella più imprevedibile e Irama quella chiamata a dimostrare di più. Altre testate hanno valutato le squadre in modo diverso, arrivando a considerare Irama tra i più forti: è il bello di una gara ancora aperta, in cui le stesse esibizioni possono lasciare impressioni opposte.
C’è una differenza, però, tra conquistare una sedia e conquistare il pubblico con una canzone propria. Quest’anno X Factor ha mostrato parecchie voci interessanti: adesso vogliamo capire chi saprà emozionarci senza dipendere soltanto dalla cover perfetta, dalla standing ovation o dai numeri sui social. Ci auguriamo di sbagliare almeno un pronostico, perché la musica migliore è spesso quella che non avevamo previsto.
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