Tutto è il singolo di Luigi Strangis pubblicato il 30 ottobre 2026 per 21Co, con distribuzione Believe Italia.
Scritto con Filippo Calderoni, il brano accompagna il ritorno del cantautore e polistrumentista dopo un periodo dedicato alla ricerca in studio. Le sonorità pop-rock sostengono un racconto di parole rimaste in sospeso, cambiamenti difficili da accettare e sentimenti che non diventano inutili soltanto perché una storia si interrompe. Luigi Strangis ha curato arrangiamento, produzione, mix e mastering della traccia, che anticipa un progetto discografico previsto per il 2027.
Al centro c’è una contraddizione molto riconoscibile: guardare ciò che si è fatto per qualcuno, sentirlo improvvisamente sbagliato e sapere che, nonostante il dolore, si ricomincerebbe da capo.
Ecco il video della canzone. Seguono il link per il download, il significato e il testo completo.
🎶 ENJOY! 🎶
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Significato
Tutto comincia dalle parole non dette, quelle che tornano prima di dormire quando non ci sono più distrazioni a tenerle lontane. Il rimpianto riguarda ciò che non si è riusciti a esprimere, ma anche un futuro che prima sembrava possibile e adesso non si riesce nemmeno a immaginare. A rendere più difficile il confronto è la sensazione di essere cambiati: essere guardati dall’altra persona e non corrispondere più all’immagine che aveva di noi.
La domanda su cosa significhi essere normali sposta il racconto dalla coppia al rapporto con sé stessi. Fare pace con lo specchio e riconoscere un difetto significa provare ad accettarsi senza pretendere di essere sempre coerenti, sicuri o all’altezza delle aspettative. Nel testo, questa ricerca convive con un senso di smarrimento: ci si sente piccoli nell’universo proprio mentre una relazione occupa quasi tutto lo spazio dei pensieri.
La luna che osserva le sedie di un bar riporta invece a un momento concreto di vicinanza. Non ci sono grandi promesse: soltanto la speranza che la complicità duri più di una notte. Il ritornello mette questa intimità accanto alla fatica di andare via. La ripetizione di “tutto” sembra raccogliere gesti, tentativi e aspettative, improvvisamente riletti come errori. Eppure la frase decisiva arriva subito dopo: rifare ogni cosa da capo. È il riconoscimento che il valore di ciò che si è vissuto non dipende soltanto da come è finito.
Nella seconda strofa anche le emozioni sembrano passare da una persona all’altra: ciò che uno non ha fatto o non ha pianto viene affidato all’altro. L’immagine dei due ladri a Natale restituisce un incontro impacciato, fuori posto, mentre il sorriso rubato conserva una traccia di tenerezza. La definizione sfrontata che i due si danno interrompe ogni tentazione di rendere il rapporto perfetto. Nella lettura di Tutto, accettarsi passa anche da qui: riconoscere le proprie goffaggini senza cancellare l’affetto che le ha accompagnate.
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Testo
Tutto
Vorrei riuscire a dimenticare
quelle parole che non ho detto
le penso prima di andare a letto
C’era un futuro da immaginare
scusa se adesso non ci riesco
odio che mi trovi già diverso
sono nessuno nell’universo
Cosa vuol dire essere normale?
Fare la pace col proprio specchio
saper riconoscere anche un difetto
E la luna che ci spiava tra le sedie di un bar
possiamo solo sperare che dura
più di una notte questa complicità
Tutto, tutto, tutto ciò che ho fatto per te
adesso è tutto, tutto, tutto sbagliato
ma quanto è brutto, brutto, brutto
andare via sappi che
rifarei persino tutto da capo
Ora che posso fantasticare
prenditi quello che non ho fatto
piangi tu quello che non ho pianto
Come due ladri quando è Natale
ci ritroviamo nell’imbarazzo
dentro un sorriso che ti ho rubato
siamo due grandi teste di cazzo
E la luna che ci spiava tra le sedie di un bar
possiamo solo sperare che dura
più di una notte questa complicità
Tutto, tutto, tutto ciò che ho fatto per te
adesso è tutto, tutto, tutto sbagliato
ma quanto è brutto, brutto, brutto
andare via sappi che
rifarei persino tutto da capo
Tutto, tutto, tutto ciò che ho fatto per te
adesso è tutto, tutto, tutto sbagliato
ma quanto è brutto, brutto, brutto
andare via sappi che
rifarei persino tutto da capo
da capo, da capo, da capo, da capo
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