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X Factor 2026, secondo Live senza eccellenze: Veronica eliminata, i giudici sperimentano ma manca l’identità

Il secondo Live di X Factor 2026, trasmesso giovedì 29 ottobre su Sky Uno e NOW, si è concluso con l’eliminazione di Veronica, battuta al ballottaggio da Lenanie. Ma il verdetto racconta solo una parte della serata. I quattro giudici, Francesco Gabbani, Paola Iezzi, Irama e Jake La Furia, hanno cercato di allargare gli orizzonti dei propri artisti con assegnazioni talvolta coraggiose, spostandoli fuori dalle interpretazioni più prevedibili. Il risultato? Tante prove interessanti, alcune intuizioni da coltivare, ma nessuna performance che ci abbia convinto fino in fondo. E forse questa puntata ha chiarito una cosa: sperimentare è utile, purché non si perda per strada l’identità di chi canta.

La prima manche: cambi di prospettiva, ma qualcosa manca sempre

Ad aprire la gara sono stati i Mad-Dog, squadra di Paola Iezzi, con Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel nella rilettura dei Lemonheads. Il gruppo ha portato sul palco una buona energia rock, pur con qualche incertezza vocale e un inconveniente tecnico che ha alterato momentaneamente il suono della voce. È una band che sa stare insieme sul palco; ora deve far capire quale musica desidera fare oltre le cover.

ALÌA, per Jake La Furia, si è misurata con Hola (I Say) di Marco Mengoni e Tom Walker, passando dall’italiano all’inglese e affrontando una messa in scena diversa. La voce regge, ma il cambio d’immagine non basta da solo a rendere un’esibizione memorabile. Ci interessa capire quale sarà il suo mondo musicale, non soltanto quante sfide tecniche saprà superare.

Gli Scraffs hanno affrontato Charlie fa surf dei Baustelle, accelerandola in una versione punk. Una scelta ambiziosa di Gabbani: sulla carta un’occasione perfetta per liberare l’energia della band. Eppure, fra l’impatto scenico e il canto, è mancata quella spontaneità che trasforma il rumore in urgenza espressiva. I giudici si sono confrontati animatamente proprio su questo punto: la performance era più ordinata, ma non necessariamente più incisiva.

Il caso più discusso è stato quello di Lenanie, a cui Irama ha assegnato C’è tempo di Ivano Fossati. Il concorrente ha riscritto buona parte delle strofe, mantenendo il ritornello, e Gabbani ha contestato la scelta. Non è sbagliato, in assoluto, reinterpretare un classico fino a cambiarne le parole: il problema è capire se il nuovo testo aggiunga davvero una prospettiva personale all’originale. Qui abbiamo percepito l’intenzione, meno la necessità artistica. Una sperimentazione che ha fatto discutere più per la scelta che per il risultato.

Con Giacomo Calò, Gabbani ha cercato il movimento e il divertimento: il mashup di Diavolo in me e Per colpa di chi? di Zucchero lo ha portato in un terreno funk, con ballerini e un’energia lontana dalle interpretazioni più emotive. È stato positivo vederlo meno statico, ma la sua voce ci aveva colpito maggiormente quando riusciva a costruire intimità e tensione. Dimostrare di saper fare altro non significa necessariamente aver trovato la strada migliore.

A chiudere la prima manche è stata Patrizia con UNETHICAL di Faouzia. La sua potenza vocale resta una delle risorse più evidenti di questa edizione, ma un brano molto impegnativo, quasi senza pause, ha finito per togliere spazio all’emozione. Qualche imprecisione e un’intensità non sempre controllata hanno lasciato la sensazione di un talento enorme ancora da indirizzare. Il pubblico ha mandato al ballottaggio Lenanie.

La seconda manche: qualche passo avanti, nessun vincitore annunciato

Le Distanze hanno aperto la seconda parte con New York, New York, scegliendo una lettura teatrale e personale. Fra le sperimentazioni della puntata è una delle più interessanti, perché non sembra semplicemente un travestimento: il gruppo prova a portare il brano nel proprio universo. Anche qui, però, la resa vocale non è stata sempre perfetta. Il potenziale c’è, e vale la pena seguirne la crescita.

Veronica, già passata dal ballottaggio al primo Live, ha cantato Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler. Una scelta che esige controllo, presenza e una voce capace di sostenere il crescendo. Dopo un avvio incerto, ha recuperato sicurezza, ma senza riuscire a lasciare un segno distintivo. Una buona prova non è sempre sufficiente quando il pubblico deve scegliere chi rivedere la settimana successiva.

Manu si è confrontato con I romantici di Tommaso Paradiso, abbandonando almeno in parte la somiglianza con Achille Lauro che aveva suscitato critiche nella prima puntata. L’interpretazione è stata più naturale e la direzione sentimentale gli si addice. Ma la vera sfida sarà smettere di essere definito attraverso i nomi degli artisti a cui assomiglia: deve diventare riconoscibile come Manu.

Per Teo Bok, ripescato al primo Live grazie all’X Pass di Giorgia e al televoto, Gabbani ha scelto I Wish di Stevie Wonder. Teo ha cantato, ballato e aggiunto una parte rap, puntando tutto sull’intrattenimento. È un performer abile, ma proprio l’accumulo di elementi rischia di rendere meno chiaro il centro della sua proposta. Jake La Furia ha criticato apertamente il rap inserito nel brano. La domanda non è se Teo sappia fare tante cose, bensì quale di queste gli appartenga davvero.

camilla, seguita da Paola Iezzi, ha interpretato As the World Caves In di Matt Maltese. Dopo la sorpresa visiva del primo Live, ha confermato di saper creare atmosfera e coinvolgimento. La sua sensibilità interpretativa è evidente e diversi giudici l’hanno applaudita con entusiasmo. Anche in questo caso, tuttavia, preferiamo aspettare prima di parlare di esibizione perfetta: una cover emozionante è un indizio, non ancora la prova di una personalità discografica definita.

A chiudere è stato Alex Fontana con Street Spirit (Fade Out) dei Radiohead. Fra le scelte più coerenti con la sensibilità dell’artista, la sua prova ha mostrato quanto sia importante non allontanare un concorrente da ciò che sa comunicare meglio. Alex non ha avuto bisogno di inseguire lo spettacolo a ogni costo: ha cercato intensità e atmosfera. È una direzione credibile, anche se la strada verso una vera identità originale resta ancora da percorrere. Il pubblico ha indicato Veronica come seconda concorrente a rischio.

Veronica eliminata: il ballottaggio con Lenanie

Nel confronto finale Lenanie ha cantato Cambia un uomo di Marco Mengoni, mentre Veronica ha scelto You Stole the Show di Sienna Spiro. Jake La Furia ha votato per eliminare Lenanie; Irama, Paola Iezzi e Francesco Gabbani hanno invece scelto Veronica, che ha lasciato la competizione con tre voti contro uno. Jake perde così la prima concorrente della propria squadra. È un verdetto che mostra quanto, in questa fase, non basti eseguire correttamente un brano: bisogna convincere il pubblico e i giudici che esiste un percorso artistico da seguire.

Giorgia apre la serata, Meek porta il pop internazionale

La puntata è stata aperta da Giorgia con Siamo l’eccezione. Ospite internazionale MEEK, nome d’arte della cantautrice e produttrice britannica Georgia Meek, che ha presentato Fabulous. La sua presenza ha offerto un confronto interessante con la gara: davanti a un’artista che propone un progetto già riconoscibile, si capisce meglio quale sia il traguardo a cui dovrebbero puntare i concorrenti di un talent.

La nostra opinione: vince chi trova il proprio genere, non chi cambia maschera ogni settimana

La sensazione che ci lascia questo secondo Live è chiara: tutti e quattro i giudici hanno provato a sperimentare. Hanno chiesto ai loro cantanti di ballare, cambiare registro, interpretare classici lontani dal proprio repertorio o mostrare una parte inattesa di sé. È un lavoro comprensibile e anche utile, soprattutto in un talent dove si deve crescere in poche settimane. Ma in quasi ogni esibizione abbiamo trovato qualcosa che lasciava a desiderare: una voce non perfettamente a fuoco, una messa in scena più forte della canzone, un’interpretazione costruita oppure un cambio di stile poco convincente.

Il rischio è confondere la versatilità con l’identità. Un artista non deve necessariamente saper cantare tutto: deve sapere che cosa vuole raccontare e trovare il genere nel quale la sua voce diventa indispensabile. Patrizia possiede uno strumento vocale impressionante, ma deve scegliere come usarlo. Teo Bok sa intrattenere, ma deve decidere quale performer vuole essere. camilla e Alex Fontana sembrano avere già un’atmosfera riconoscibile, mentre band come Le Distanze e Mad-Dog devono trasformare l’energia delle cover in una proposta propria.

Alla fine, a vincere X Factor non dovrebbe essere chi supera il maggior numero di esercizi di stile. Vincerà chi riuscirà a difendere una propria direzione musicale e a farla amare al pubblico. Perché fuori dal talent non ci sarà un giudice ad assegnare un brano nuovo ogni settimana: ci saranno canzoni originali, ascoltatori e una carriera da costruire. Ed è su questo che, da ora in avanti, vorremmo giudicare i concorrenti.

Ascoltare le canzoni e trovare le suonerie

Per ascoltare i brani citati nel programma puoi esplorare il catalogo musicale online. Se invece cerchi un modo per personalizzare il telefono, leggi la nostra guida alle suonerie gratis e alle migliori app.

Fonti per i risultati, le esibizioni e le assegnazioni: Sky TG24, Corriere Style, Newsic. Le valutazioni artistiche sono considerazioni editoriali di JULOO.IT.

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