Tutti cercano di indovinare chi salirà sul palco del Festival di Sanremo 2027. Marco Mengoni, Geolier, Madame, Ghali e molti altri nomi alimentano le indiscrezioni, ma la domanda che ci interessa di più è un’altra: quali canzoni ascolteremo? Una ricostruzione di All Music Italia, aggiornata al 19 ottobre, sposta l’attenzione su alcuni possibili incontri fra interpreti, autori e produttori. Dal brano che Calcutta e Davide Petrella potrebbero firmare per i The Kolors a quello che Fulminacci avrebbe scritto per Loredana Bertè, sono ipotesi ancora da confermare, ma raccontano un Festival potenzialmente interessante già prima di conoscere i titoli dei pezzi.
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The Kolors con Calcutta e Davide Petrella: un incontro da tenere d’occhio
Secondo All Music Italia, i The Kolors potrebbero presentare una canzone firmata da Calcutta e Davide Petrella. Non è una conferma della candidatura, né sappiamo quale sia il titolo del brano o se sia stato effettivamente presentato nella forma ipotizzata.
La curiosità nasce dall’incontro tra sensibilità di scrittura diverse. Calcutta ha un modo di raccontare il quotidiano con immagini semplici e riconoscibili, mentre Petrella ha contribuito a numerosi successi del pop italiano. I The Kolors, dal canto loro, hanno costruito una forte identità ritmica e immediata. Ci piacerebbe ascoltare una canzone capace di sorprenderci sul piano del testo, senza rinunciare all’energia della band. Ma sarebbe sbagliato descriverla già come una svolta: per ora non l’abbiamo ascoltata e non ne conosciamo nemmeno l’esistenza definitiva.
Loredana Bertè e Fulminacci: l’incontro fra due generazioni
Un’altra indiscrezione riguarda Loredana Bertè, che secondo la stessa testata avrebbe a disposizione una canzone scritta da Fulminacci. È forse l’abbinamento che ci incuriosisce maggiormente: una voce dalla personalità inconfondibile e un cantautore capace di raccontare sentimenti e contraddizioni con uno sguardo contemporaneo.
Bertè non ha bisogno di dimostrare di essere un personaggio. Quello che vorremmo è sentirla interpretare un pezzo davvero all’altezza della sua storia, non costruito soltanto per celebrare il mito. Un autore giovane può regalare una prospettiva diversa a una grande interprete, ma il valore di questa eventuale collaborazione si misurerà soltanto sulla canzone, non sui nomi scritti nei crediti. Anche qui, nessun titolo e nessun contenuto del brano risultano confermati.
Sarah Toscano ed Etta, California con Filippelli ed Ettorre
Le altre due piste autoriali segnalate da All Music Italia riguardano Sarah Toscano e California. Nel possibile brano di Sarah potrebbe esserci Etta fra gli autori. La testata parla anche di un’apertura verso contaminazioni urban nel percorso dell’artista, ma questo non autorizza a descrivere il pezzo sanremese come una canzone urban: non ne conosciamo la musica.
Per California, impegnata in un possibile percorso solista dopo l’esperienza nei Coma_Cose, la ricostruzione indica Antonio Filippelli alla produzione e Jacopo Ettorre fra gli autori. Sarebbe una candidatura interessante soprattutto per capire quale identità musicale l’artista desideri costruire da sola. Anche in questo caso si tratta di una possibilità, non di una partecipazione annunciata.
Arisa ha davvero inviato una canzone: ma non è ancora nel cast
Fra tante indiscrezioni c’è un elemento più concreto. Durante la presentazione di The Voice Senior, il 7 ottobre, Arisa ha dichiarato di aver già inviato una canzone a Stefano De Martino. Lo ha riportato Adnkronos. L’artista ha spiegato che si trattava ancora di un provino da sviluppare e che non aveva ricevuto una risposta.
La differenza è fondamentale: Arisa ha confermato l’invio di una proposta, non la selezione al Festival. E ci piace anche questo dettaglio del provino non ancora concluso. Una canzone importante non nasce necessariamente già perfetta: può richiedere riscritture, tentativi e tempo. Il lavoro dietro un brano è spesso più interessante di qualsiasi indiscrezione sulla classifica finale.
Le coppie possibili: Rocco Hunt con Clementino e Rettore con Rosa Chemical
Fra i nomi circolati ci sono anche possibili progetti a due. La ricostruzione di All Music Italia inserisce Rocco Hunt e Clementino nella rosa dei candidati ipotizzati come coppia in gara e segnala inoltre una proposta che coinvolgerebbe Rettore e Rosa Chemical. Sono due incontri molto diversi, accomunati dalla possibilità di portare sul palco personalità musicali riconoscibili.
Rocco Hunt e Clementino rappresenterebbero due percorsi importanti del rap campano: sarebbe interessante capire se una loro eventuale canzone saprebbe andare oltre il semplice effetto del duetto. Rettore e Rosa Chemical, invece, potrebbero suscitare curiosità per il contrasto fra generazioni e linguaggi. Ma sarebbe facile e scorretto inventare già temi, sonorità e provocazioni: nessuno dei due progetti è stato ufficializzato come concorrente.
Mengoni, Geolier, Madame e gli altri: per ora conosciamo i nomi, non i brani
Nella lista di 26 possibili candidati pubblicata da All Music Italia compaiono anche Marco Mengoni, Geolier, Ghali, Madame, Tananai, Emma, Tedua, Gaia, Alfa, Nek, Joan Thiele, Venerus e altri artisti. Per la maggior parte di loro, però, non emergono informazioni verificabili su titoli, autori o contenuti di eventuali canzoni sanremesi. Confondere un’uscita discografica recente con un brano destinato alla gara significherebbe anticipare fatti che non conosciamo.
Il regolamento prevede 24 Campioni, con 23 posti scelti dal direttore artistico e uno assegnato attraverso Sarà Sanremo. Le proposte possono arrivare fino al 23 novembre; i nomi potranno essere comunicati dal 29 novembre 2026. Fino a quel momento la rosa dei candidati resta aperta e soggetta a cambiamenti.
La nostra opinione: Sanremo si vince con le canzoni, non con i nomi
C’è una tentazione che accompagna ogni Festival: trasformare il toto-cast in una gara di popolarità prima ancora di ascoltare una nota. Ma una firma prestigiosa non garantisce una grande canzone, così come un interprete poco conosciuto può sorprendere con il brano giusto. Noi vorremmo un Sanremo che mettesse davvero al centro la scrittura, la melodia e la capacità di emozionare, non soltanto i numeri dei social o il richiamo del nome.
Gli incontri fra Calcutta e i The Kolors o fra Fulminacci e Bertè, se confermati, sarebbero interessanti proprio perché potrebbero generare qualcosa di inatteso. Ma il nostro giudizio resterà sospeso fino all’ascolto. Il Festival che ricordiamo non è necessariamente quello con il cast più famoso: è quello che ci lascia canzoni da riascoltare anche dopo febbraio. Per ora, dunque, osserviamo gli autori, distinguiamo le dichiarazioni dai rumors e aspettiamo la musica.
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